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lunedì 10 ottobre 2016

L’ideologia del “gender”: se la conosci la eviti

Risultati immagini per gender diacono diocesi roma
In attesa della "Formazione"  ... una prima "informazione"

La questione del "genere" (in inglese gender) è un incrocio fra una dottrina pseudo-scientifica e un bisogno politico, che ha finito col tramutarla in ideologia. 
Nella cultura mass-mediatica il termine è ormai egemonico e ha sostituito - anche negli studi internazionali e nelle analisi di sostegno al terzo mondo - il termine sesso. Il linguaggio recepisce velocemente i cambiamenti e il nostro caso non fa eccezione, tanto che questo nuovo significato di genere è passato all'interno delle nostre culture. La teoria del gender è una idea che sostiene la non-esistenza di una differenza biologica tra uomini e donne determinata da fattori scritti nel corpo, ma che gli uomini e le donne sono uguali da ogni punto di vista; c'è quella differenza morfologica, ma non conta niente. Invece la differenza maschile/ femminile è una differenza esclusivamente culturale, cioè gli uomini sono uomini perché sono educati da uomini, le donne sono donne perché sono educate da donne.
Se non ci fossero queste costruzioni culturali non ci sarebbero differenze tra donne e uomini e il genere umano sarebbe fatto di persone uguali. In tal modo la sessualità viene dissociata dalla personalità, non viene naturalmente connessa con la costruzione di una persona.
Se osserviamo la realtà vicina a noi, in effetti oggi i ragazzi e le ragazze tendenzialmente sono educati nello stesso identico modo e i genitori si vergognano un po' se dicono alla figlia cose diverse che al figlio, anche se in realtà i ragazzi e le ragazze hanno esigenze diverse, problemi diversi, incontrano ostacoli diversi. Si è imposta la tendenza a negare le differenze.
Prima l'idea era di essere uguali se cancelliamo la proprietà privata, le differenze sociali, la meritocrazia, se cancelliamo tutto. Oggi, invece, questa utopia dell'uguaglianza ha preso strade diverse: secondo la teoria del gender, l'umanità non è divisa tra maschi e femmine, ma l'umanità è fatta di individui che scelgono chi vogliono essere. Questa utopia dell'uguaglianza è anche quella che sta dietro l'eugenetica: se nessuno è malato, siamo tutti uguali, tutti sani.
tutti felici.
Il successo di questa omologazione è anche legato al crollo delle ideologie tradizionali, al riempimento di un vuoto dopo il crollo del muro di Berlino. Si introduce così il cambiamento di termini: parentalità invece di genitori, perché genitori sono padre e madre, invece parentalità è una parola strana; parole che cancellano la differenza sessuale e che vorrebbero dire che esistono solo dei nuclei sociali che possono assomigliare alla famiglia, indipendentemente dalla differenza sessuale.
La cosa grave è che le Nazioni Unite e, soprattutto, l'Unione Europea hanno sposato quest'ideologia del gender, come un'ideologia ugualitaria, quindi buona, quindi da proporre.
L'Unione Europea ha stabilito sostanziosi finanziamenti per favorire la diffusione dell'ideologia del gender in Europa; il che ha significato che chiunque in una Università, in un contesto di ricerca, metta il termine gender nel suo programma, diventi idoneo a ricevere dei soldi. Questo ha fatto sì che il termine abbia avuto una rapida diffusione, perché anche persone che si occupavano di cose diverse hanno inserito la parola gender in modo tale da avere finanziamenti. Così il termine è diventato familiare; poi è molto chic perché è un termine inglese, moderno; non si dice più differenze sessuali, che ricordano il sesso, archetipo della Creazione, gender è molto più carino, alla moda. Uno si sente parte di un mondo avanzato, moderno, se lo usa; anche all'interno del mondo cattolico. Lo usano tutti. La diffusione è avvenuta anche nelle nostre Regioni: nei documenti delle Regioni si usa "famiglie" invece che famiglia, e parentalità.Troviamo la parola genere dappertutto e le persone che la usano non sanno tutta la storia: che cosa è il genere, il pericolo che rappresenta e il tipo di categoria che usano.
Bisognerebbe stare molto attenti, quando si parla, a non usare il termine "genere" e a denunciare quando viene usato: tu sai cosa è? Ma sai cosa vuol dire questo termine che usi? Perché è un modo per contrastare questa avanzata assurda che però, ad un certo punto, come tutte le ideologie diventa realtà sociale; e quindi già si dice che non esiste più la differenza sessuale, ma che esiste solo il genere, che è una costruzione culturale.
Al convegno delle Nazioni Unite di Pechino del 1995 - dedicato alla condizione femminile e che ebbe fra le principali protagoniste Hillary Clinton - si propose di sostituire la differenza tra uomini e donne con cinque "generi". La proposta non passò perché soprattutto la Chiesa cattolica fece opposizione e si alleò con altri paesi; però, di fatto, queste idee, anche se non approvate ufficialmente, sono ormai imposte e diffuse a livello planetario e sono considerate una evidenza che fa parte della realtà. 

(diac. Girolamo Furio - Diocesi si Roma)

domenica 2 ottobre 2016

Uniti nella Comunità

Nei locali dell'Oratorio a Torre di Cappella si è tenuto ieri, 1 ottobre 2016, il Ritiro Parrocchiale programmato per l'inizio dell'Anno Pastorale.
Abbiamo meditato, con l'aiuto del Diacono don Giuseppe Renzi,.il brano del Vangelo di Giovanni che racconta dell'incontro di Gesù con la Samaritana.
Non eravamo in pochi. Ma non eravamo in molti.
Tra le assenze, anche tra gli Operatori Pastorali ci sono state persone che sono state impossibilitate a partecipare.
Riportiamo qui solo alcuni flash della riflessione, che alla presenza del nostro Parroco, si è protratta fino all'inizio della liturgia eucaristica.
Le immagini che riportiamo di seguito si concludono con la preghiera conclusiva del ritiro.
Chi non ha potuto esserci, se crede, può unirsi anche oggi, anche da casa ed anche solo spiritualmente, alla Comunità.
La preghiera di tutti, alla fine, sia perché il Signore conceda la grazia a tutti noi di essere comunque presenti al prossimo ritiro.







Al termine dell'incontro abbiamo avuto il piacere di leggere un pensiero di don Raffaele Russo, pubblicato anni fa in numero del giornalino della sua parrocchia in Pozzuoli.
Vista la richiesta insistente di tutti i presenti, riportiamo in questa pagina il testo completo, di questo scritto, che possiamo ben definire "il  testamento spirituale di un parroco".

La Parrocchia che sogno.

Dopo 25 anni da parroco si può ancora sognare una parrocchia? A me capita proprio cos’. Non amo troppo le cose, le strutture, le leggi. Certo ci vogliono. Ma io amo la gente. Non mi incanta tanto un bel quadro o una scultura –che pure non sottovaluto- quanto gli occhi di un bimbo o un volto rigato da pene dove, in quei solchi, puoi leggerci tutte le lacrime, tutta la storia di una vita. Io sogno una parrocchia che sia una vera comunità, una famiglia, dove i gesti di pace –gesti d’amore- non siano segni stereotipi e rari di un momento liturgico, ma si inventino negli intimi modi e situazioni della vita. Io sogno una comunità parrocchiale attenta e disponibile verso ogni persona in necessità, che rifiuti il modello borghese dell’autosufficienza, dell’orgoglio, del confronto, dell’indifferenza. Una famiglia che sappia condividere il pane e la gioia, le paure e le sconfitte, il dolore e la speranza. Sogno una parrocchia solidale, dove le pene, le malattie, la solitudine dell’altro diventano mie e veramente me le sento addosso, me le sento dentro.Una comunità che spezza il suo pane e condivide il cammino della vita nella consapevolezza di non essere soli e di non lasciare solo nessuno.Una comunità che sa che il cristiano la vita non solo la rischia, la DONA. Con una parrocchiale così io camminare vivendo, operando, donando; dando senso e sapore all’esistenza: il senso e il sapore dell’amore. Insieme con questa comunità vorrei giungere davanti al Re della parabola evangelica, per sentire la sentenza del trionfo dell’amore: “Venite, benedetti del Padre mio, ... perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, straniero mi avete accolto, malato e carcerato siete venuti a visitarmi” (Mt. 25, 34-36). Sogno una comunità che sappia riconoscere negli occhi degli altri l’attesa implorante degli occhi di Cristo. Chi vuole aiutarmi a sognare?

(Don Raffaele Russo)

domenica 26 giugno 2016

Chi non viene si unisca a noi col cuore



                     INDICAZIONI PER OTTENERE 
                L’INDULGENZA PLENARIA

                     Una volta varcata la Porta Santa o Porta della Misericordia,
o che sia verificata una delle altre circostanze nelle quali Papa Francesco ha con - cesso che si possa ricevere l’indulgenza (ad esempio per i malati, i carcerati e per chiunque compia in prima persona un’opera di misericordia), oltre alle usuali condizioni (confessione e comunione eucaristica) che richiedono un cuore ben disposto perché la grazia possa portare i frutti sperati, i fedeli dovranno fermarsi in preghiera per compiere gli ultimi atti richiesti:
la professione di fede e la preghiera per il Papa e secondo le sue intenzioni. Quest’ultima potrà essere almeno
un Padre Nostro - la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato per rivolgerci come figli al Padre - ma possibilmente anche di più. In particolare, in considerazione dello spirito proprio di questo Anno Santo, si suggerisce di recitare la bella preghiera di Papa Francesco per il Giubileo, e di concludere il momento di preghiera con un’invocazione al Signore Gesù Misericor - dioso (ad esempio “Gesù Misericordioso, confido in Te”)



Preghiera di Papa Francesco per il Giubileo
 Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui. Mostraci il tuo volto e saremo salvi. Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro; l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura; fece piangere Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al ladrone pentito. Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: Se tu conoscessi il dono di Dio!
Tu sei il volto visibile del
Padre invisibile, del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia: fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria. Hai voluto che  i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza per sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore: fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio. Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista. Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen




PREGHIAMO CON I SALMI
41 (40) Preghiera del malato abbandonato

2 Beato l’uomo che ha cura del debole,
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
3 Veglierà su di lui il Signore,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.
4 Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
gli darai sollievo nella sua malattia.
5 Io ho detto: “Pietà di me, Signore;
risanami, contro di Te ho peccato”.
6 I nemici mi augurano il male:
“Quando morirà e perirà il suo nome? ”
7 Chi viene a visitarmi dice il falso,
il suo cuore accumula malizia
e uscito fuori sparla.
8 Contro di me
sussurrano insieme i miei nemici,
contro di me pensano il male:
9 “Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,
da dove si è steso non potrà rialzarsi”.
10 Anche l’amico in cui confidavo,
anche lui, che mangiava il mio pane,
alza contro di me il suo calcagno.
11 Ma Tu, Signore, abbi pietà e sollevami,
che io li possa ripagare.
12 Da questo saprò che Tu mi ami
se non trionfa su di me il mio nemico;
13 per la mia integrità tu mi sostieni,
mi fai stare alla tua presenza per sempre.
14 Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.

57 (56) In mezzo ai “leoni”

2 Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in Te mi rifugio;
mi rifugio all’ombra delle tue ali
finché sia passato il pericolo.
3 Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che mi fa il bene.
4 Mandi dal cielo a salvarmi
dalla mano dei miei persecutori,
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.
5 Io sono come in mezzo a leoni,
che divorano gli uomini;
i loro denti sono lance e frecce,
la loro lingua spada affilata.
6 Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
7 Hanno teso una rete ai miei piedi,

mi hanno piegato,
hanno scavato davanti a me una fossa
e vi sono caduti.
8 Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
9 Voglio cantare, a Te voglio inneggiare:
svègliati, mio cuore,
svègliati arpa, cetra,
voglio svegliare l’aurora.
10 Ti loderò tra i popoli, Signore,
a Te canterò inni tra le genti.
11 perché la tua bontà è grande fino ai cieli,
e la tua fedeltà fino alle nubi.
12 Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.



INVOCAZIONI DI MISERICORDIA NEI SALMI

Io per la tua grande Misericordia entrerò nella tua casa; mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio. Salmo 5,8
Volgiti, Signore, a liberarmi, salvami per la tua Misericordia. Salmo 6,5
Nella tua Misericordia ho confidato. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza e canti al Signore, che mi ha beneficato. Salmo 13,6
Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua Misericordia, per la tua bontà, Signore. Salmo 25,7
Volgiti a me e abbi Misericordia, perché sono solo ed infelice. Salmo 25,16
Integro è il mio cammino; riscattami e abbi Misericordia. Salmo 26,11
Ascolta, Signore, abbi Misericordia, Signore, vieni in mio aiuto. Salmo 30,11
'Fa' splendere il tuo volto sul tuo servo, salvami per la tua Misericordia. Salmo 31,17sempre. Salmo 40,12 
 Non rifiutarmi, Signore, la tua Misericordia, la tua fedeltà e la tua grazia mi proteggano sempre. Salmo 40,12
Salvaci per la tua Misericordia. Salmo 44,27
Ricordiamo, Dio, la tua Misericordia dentro il tuo tempio. Salmo 48,10
Pietà di me, o Dio, secondo la tua Misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Salmo 51,3
Mia forza, a te voglio cantare, poiché tu sei, o Dio, la mia difesa, Tu, o mio Dio, sei la mia Misericordia. Salmo 59,18
Sia benedetto Dio che non ha respinto la mia preghiera, non mi ha negato la tua Misericordia. Salmo 66,20
Può Dio aver dimenticato la Misericordia, aver chiuso nell'ira il suo cuore? Salmo 77,10
Non imputare a noi le colpe dei nostri padri, presto ci venga incontro la tua Misericordia, poiché siamo troppo infelici. Salmo 79,8
Mostraci, Signore, la tua Misericordia e donaci la tua salvezza. Salmo 85,8
Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Salmo 85,11

Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di Misericordia con chi ti invoca. Salmo 86,5
 Grande con me è la tua Misericordia: dal profondo degli inferi mi hai strappato. Salmo 86,13

 Volgiti a me e abbi Misericordia: dona al tuo servo la tua forza, salva il figlio della tua ancella. Salmo 86,16
Buono è il Signore, eterna la tua Misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione. Salmo 100,5
Tu sorgerai, avrai pietà di Sion, perché è tempo di usarle Misericordia: l'ora è giunta. Salmo 102,14
Salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di Misericordia. Salmo 103,4
Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua Misericordia su quanti lo temono. Salmo 103,11
Alleluia. Celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua Misericordia. Salmo 107,1
Ringrazino il Signore per la sua Misericordia, per i Suoi prodigi a favore degli uomini. Salmo 107, 8.15.21.31.
Nessuno gli usi Misericordia, nessuno abbia pietà dei suoi orfani. Salmo 109,12
Alleluia. Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua Misericordia.
Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua Misericordia.
Lo dica la casa di Aronne: eterna è la sua Misericordia.
Lo dica chi teme Dio: eterna è la sua Misericordia.
Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua Misericordia.
Salmo 118
Venga su di me la tua Misericordia e avrò vita, poiché la tua legge è la mia gioia. Salmo 119,77






domenica 12 giugno 2016

Aiutiamo i malati a fare il Giubileo

L'INDULGENZA GIUBILARE ANCHE PER QUANTI
SONO IMPOSSIBILITATI A RECARSI ALLA PORTA SANTA
(GLI AMMALATI, LE PERSONE ANZIANE E SOLE):

• Vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che nel mistero della sua passione, morte e risurrezione indica la via maestra per dare senso al dolore e alla solitudine.
• Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la Comunione o partecipando alla santa Messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione.

clicca sull'immagine per vedere meglio



lunedì 30 maggio 2016

Passiamo la Porta Santa


Dalla Bolla di Indizione del Giubileo straordinario della misericordia “Misericordia Vultus” 

Il pellegrinaggio è un segno peculiare nell’Anno Santo, perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è viator, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta Santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio. Il pellegrinaggio, quindi, sia stimolo alla conversione: attraversando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi.

RIPORTIAMO ALCUNI SALMI DELLA MISERICORDIA INTERVALLATI DA QUALCHE IMMAGINE DEL DUOMO DI POZZUOLI

...



Le due vie  

Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte. 
Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere. 
Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti. 
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
 ma la via degli empi andrà in rovina.


Implorazione nella prova  

Signore, non punirmi nel tuo sdegno,
non castigarmi nel tuo furore. 

Pietà di me, Signore: vengo meno;
risanami, Signore: tremano le mie ossa.
L'anima mia è tutta sconvolta,
ma tu, Signore, fino a quando...? 

Volgiti, Signore, a liberarmi,
salvami per la tua misericordia.
Nessuno tra i morti ti ricorda.
Chi negli inferi canta le tue lodi? 

Sono stremato dai lungi lamenti,
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,
irroro di lacrime il mio letto.
I miei occhi si consumano nel dolore,
invecchio fra tanti miei oppressori. 
Via da me voi tutti che fate il male,
il Signore ascolta la voce del mio pianto.
Il Signore ascolta la mia supplica,
il Signore accoglie la mia preghiera.
Arrossiscano e tremino i miei nemici,
confusi, indietreggino all'istante.


Preghiera del malato abbandonato  

Beato l'uomo che ha cura del debole,
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Veglierà su di lui il Signore,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.
Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
gli darai sollievo nella sua malattia. 

Io ho detto: «Pietà di me, Signore;
risanami, contro di te ho peccato».
I nemici mi augurano il male:
«Quando morirà e perirà il suo nome?».
Chi viene a visitarmi dice il falso,
il suo cuore accumula malizia
 e uscito fuori sparla. 
Contro di me sussurrano insieme i miei nemici,
contro di me pensano il male:
«Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,
da dove si è steso non potrà rialzarsi».
Anche l'amico in cui confidavo,
anche lui, che mangiava il mio pane,
alza contro di me il suo calcagno. 

Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami,
che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi ami
se non trionfa su di me il mio nemico;
per la mia integrità tu mi sostieni,
mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.


Ringraziamento  

Amo il Signore perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l'orecchio
nel giorno in cui lo invocavo. 

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi.
Mi opprimevano tristezza e angoscia
e ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, Signore, salvami».
Buono e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili:
ero misero ed egli mi ha salvato. 

Ritorna, anima mia, alla tua pace,
poiché il Signore ti ha beneficato;
egli mi ha sottratto dalla morte,
ha liberato i miei occhi dalle lacrime,
ha preservato i miei piedi dalla caduta.
Camminerò alla presenza del Signore
sulla terra dei viventi. 

Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Ho detto con sgomento:
«Ogni uomo è inganno». 
Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. 

Adempirò i miei voti al Signore,
davanti a tutto il suo popolo.
Preziosa agli occhi del Signore
è la morte dei suoi fedeli. 

Sì, io sono il tuo servo, Signore,
io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene.
A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.  

Adempirò i miei voti al Signore
e davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.  

domenica 3 aprile 2016

Preghiera per oggi, ma anche preghiera per tutti i giorni.

Questa "coroncina" va recitata preferibilmente alle ore 15 (l'orario in cui riteniamo si aspirato Gesù sulla croce).
Recitarla, anche ogni giorno, è una buona e pia abitudine, che ci aiuta a tenere sempre dinnanzi ai nostri occhi la sofferenza e la passione del nostro Signore e, rafforzandoci nella fede, ci conforta del suo amore misericordioso. 


venerdì 1 aprile 2016

Il Rito dellUnzione


Unzione Infermi
PREGHIERA LITANICA E IMPOSIZIONE DELLE MANI

Il sacerdote, dalla sede, rivolto verso il popolo dice:

Fratelli, rivolgiamo al Signore la preghiera della fede per i nostri fratelli infermi e per tutti coloro che li curano e li assistono.
Preghiamo insieme dicendo: Ascoltaci, Signore.

- Perché il Signore benedica e protegga questi infermi, 
- Perché doni loro forza e salute,
- Perché lenisca le loro sofferenze,
- Perché li liberi dal peccato e da ogni tentazione,
- Perché tutti i malati sentano il conforto della sua grazia, preghiamo.
- Perché la sua benedizione accompagni quanti assistono gli infermi, preghiamo.
- Perché questi infermi mediante la sacra Unzione
con l’imposizione delle mani ottengano vita e salvezza, preghiamo.

R/. Ascoltaci, Signore.

 IMPOSIZIONE DELLE MANI

Il sacerdote impone le mani sul capo di ciascun infermo senza dire nulla. 

RENDIMENTO DI GRAZIE SULL’OLIO 

Il sacerdote prende l’Olio, quindi recita la preghiera di rendimento di grazie:
Benedetto sei tu, o Dio, Padre onnipotente,che per noi e per la nostra salvezza hai mandato nel mondo il tuo Figlio.

R/. Gloria a te, Signore.

Il sacerdote prosegue:

Benedetto sei tu, o Dio, Figlio Unigenito, che ti sei fatto uomo per guarire le nostre infermità.

R/. Gloria a te, Signore.

Benedetto sei tu, o Dio, Spirito Santo Paràclito, che con la tua forza inesauribile sostieni 
la nostra debolezza.

R/. Gloria a te, Signore.

Signore, i nostri fratelli, che ricevono nella fede l’unzione di questo santo Olio, vi trovino
sollievo nei loro dolori e conforto nelle loro sofferenze.
Per Cristo nostro Signore.

R/. Amen.

SACRA UNZIONE

Il sacerdote unge gli infermi sulla fronte e sulle mani con l’Olio santo, dicendo:
Per questa santa Unzione
e per la sua piissima misericordia
ti aiuti il Signore con la grazia dello Spirito Santo.
R/. Amen.

E, liberandoti dai peccati, ti salvi
e nella sua bontà ti sollevi.
R/. Amen.





domenica 20 marzo 2016

Il sacramento della tenerezza di Dio

"... Quando era ancora lontano, 
suo Padre lo  vide, 
ebbe compassione, 
gli corse incontro, 
gli si gettò al collo 
e lo baciò. ..."