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lunedì 7 dicembre 2020

Calendario Liturgico delle Festività Natalizie

 


L'orario della Santa Messa della Vigilia di Natale sarà comunicato dal Parroco non appena perverranno idonee comunicazioni dalla diocesi di Pozzuoli.

domenica 12 giugno 2016

Aiutiamo i malati a fare il Giubileo

L'INDULGENZA GIUBILARE ANCHE PER QUANTI
SONO IMPOSSIBILITATI A RECARSI ALLA PORTA SANTA
(GLI AMMALATI, LE PERSONE ANZIANE E SOLE):

• Vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che nel mistero della sua passione, morte e risurrezione indica la via maestra per dare senso al dolore e alla solitudine.
• Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la Comunione o partecipando alla santa Messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione.

clicca sull'immagine per vedere meglio



venerdì 1 aprile 2016

Il Rito dellUnzione


Unzione Infermi
PREGHIERA LITANICA E IMPOSIZIONE DELLE MANI

Il sacerdote, dalla sede, rivolto verso il popolo dice:

Fratelli, rivolgiamo al Signore la preghiera della fede per i nostri fratelli infermi e per tutti coloro che li curano e li assistono.
Preghiamo insieme dicendo: Ascoltaci, Signore.

- Perché il Signore benedica e protegga questi infermi, 
- Perché doni loro forza e salute,
- Perché lenisca le loro sofferenze,
- Perché li liberi dal peccato e da ogni tentazione,
- Perché tutti i malati sentano il conforto della sua grazia, preghiamo.
- Perché la sua benedizione accompagni quanti assistono gli infermi, preghiamo.
- Perché questi infermi mediante la sacra Unzione
con l’imposizione delle mani ottengano vita e salvezza, preghiamo.

R/. Ascoltaci, Signore.

 IMPOSIZIONE DELLE MANI

Il sacerdote impone le mani sul capo di ciascun infermo senza dire nulla. 

RENDIMENTO DI GRAZIE SULL’OLIO 

Il sacerdote prende l’Olio, quindi recita la preghiera di rendimento di grazie:
Benedetto sei tu, o Dio, Padre onnipotente,che per noi e per la nostra salvezza hai mandato nel mondo il tuo Figlio.

R/. Gloria a te, Signore.

Il sacerdote prosegue:

Benedetto sei tu, o Dio, Figlio Unigenito, che ti sei fatto uomo per guarire le nostre infermità.

R/. Gloria a te, Signore.

Benedetto sei tu, o Dio, Spirito Santo Paràclito, che con la tua forza inesauribile sostieni 
la nostra debolezza.

R/. Gloria a te, Signore.

Signore, i nostri fratelli, che ricevono nella fede l’unzione di questo santo Olio, vi trovino
sollievo nei loro dolori e conforto nelle loro sofferenze.
Per Cristo nostro Signore.

R/. Amen.

SACRA UNZIONE

Il sacerdote unge gli infermi sulla fronte e sulle mani con l’Olio santo, dicendo:
Per questa santa Unzione
e per la sua piissima misericordia
ti aiuti il Signore con la grazia dello Spirito Santo.
R/. Amen.

E, liberandoti dai peccati, ti salvi
e nella sua bontà ti sollevi.
R/. Amen.





domenica 20 marzo 2016

Il sacramento della tenerezza di Dio

"... Quando era ancora lontano, 
suo Padre lo  vide, 
ebbe compassione, 
gli corse incontro, 
gli si gettò al collo 
e lo baciò. ..."


sabato 3 ottobre 2015

Educare alla Misericordia - incontro con la Prof.ssa Rosanna Virgili

Il video riproduce all'inizio la recita dei Vespri (funzione presieduta da mons. Gennaro Pascarella) - minuti da 00 a 14,00.

La relazione tenuta dalla prof.sa Rosanna Virgili al Convegno Diocesano è visionabile per intero dal minuto 14,15 (per la visione della sola conferenza è possibile spostare il cursore al minuto giusto: 14,15)



venerdì 27 dicembre 2013

Rinno Promesse Matrimoniali

Domenica 29 dicembre
Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe 

In occasione della Festa della Santa Famiglia per tutti gli sposi sarà possibile nelle nostra Parrocchia rinnovare le Promesse Matrimoniali durante tutte le Sante Messe:
  • Ore 18.00 di sabato 28
  • Ore 09.00 di domenica 29
  • Ore 10.30 di domenica 29
  • Ore 18.00 di domenica 29.




Preghiera degli Sposi

Signore, Padre Santo,
Dio eterno e onnipotente,
ti rendiamo grazie
e benediciamo il tuo nome.

Tu che hai creato l’uomo,
maschio e femmina
e hai benedetto la loro unione
affinché fossero l’uno per l’altro
aiuto e sostegno,
 ricordati di noi oggi.
 
Proteggici
e fa’ che il nostro amore
 
sia dedizione e dono a immagine
di quello di Cristo e della Chiesa.
Accordaci, ancora,
una lunga vita insieme,
nella gioia e nella pace,
perché dai nostri cuori
salga sempre a te la lode
e il ringraziamento
per mezzo del tuo Figlio Gesù Cristo
e nello Spirito Santo.
Amen.

mercoledì 18 dicembre 2013

Quarta domenica di Avvento































Eccoci alla IV domenica di Avvento, l’ultimo passo prima del Natale, che ormai è alle porte, è vicinissimo! Aiutati dalla Parola di Dio abbiamo già scoperto tante cose importanti in queste settimane ed ora sappiamo bene che l’Avvento non è solo in tempo in cui ci prepariamo al Natale , cioè al compleanno di Gesù, ma è anche un bell’allenamento per imparare ad essere sempre pronti in vista del ritorno del Signore.
Non sappiamo in quale giorno o a che ora il Maestro tornerà per dare inizio al tempo della felicità senza fine, però siamo sicuri che verrà, e perciò vogliamo farci trovare prontissimi!
Così, nella II domenica di Avvento abbiamo accolto l’invito di Giovanni Battista a convertirci, cioè a cambiare tutto quello che nella nostra vita non è secondo il cuore di Dio. Domenica scorsa, invece, è stato l’Apostolo Giacomo a darci dei suggerimenti preziosi: ci ha detto di aver pazienza, mentre aspettiamo, senza diventare lagnosi e musoni. Ci ha detto di non scoraggiarci, neppure quando l’attesa ci sembra molto molto lunga.
Ed oggi? Quali consigli ci dà oggi la Parola di Dio per imparare ad essere sempre pronti?
Mi sembra che stavolta l’incarico di indirizzarci bene sia di Giuseppe, lo sposo di Maria. Cerchiamo di scoprire che cosa ci vuol dire il Santo più grande di tutto il calendario, l’uomo a cui Dio Padre ha voluto affidare il suo stesso Figlio.

Il Vangelo secondo Matteo ci riferisce un momento molto difficile nella vita di Giuseppe. Lui e Maria sono fidanzati e devono sposarsi tra poco. Giuseppe ha nel cuore tanti progetti per la sua vita con Maria, è innamoratissimo e non vede l’ora di poterla chiamare sua moglie.
Ma proprio adesso la sua promessa sposa gli racconta qualcosa che sembra incredibile: ha ricevuto la visita dell’angelo Gabriele, inviato da Dio. L’angelo le ha detto che avrà un bambino e questo bambino sarà figlio di Dio!
Giuseppe non riesce a crederci. È qualcosa di troppo grande e insieme di così misterioso.
Maria è incinta, certo, ma lui non sa bene che cosa fare…
Fare finta di niente e sposare la sua fidanzata? Ma quel bambino non è figlio suo!
E poi, se davvero questa è opera di Dio, lui cosa c’entra? Lui, semplice falegname, lui che non è ricco, né importante, che cosa mai può fare Lui, davanti all’azione di Dio?
Forse è meglio fare un passo indietro e lasciare Maria libera, tirarsi fuori da questa faccenda difficile da comprendere, senza far chiasso, senza attirare l’attenzione della gente.
Ma non è facile per Giuseppe prendere questa decisione!
Lui ama Maria! E che ne sarà di tutti quei bellissimi sogni che aveva nel cuore?
Aveva pensato a una vita insieme a lei, mentre ora dovrà restare da solo. Che sarà di lui, adesso?
È stanco, un po’ triste, e molto preoccupato. Va a dormire con il cuore pesante, quando è già molto tardi.
Ma appena si addormenta, accade qualcosa che proprio non si aspettava: in sogno vede un angelo, che gli parla con dolcezza e lo rassicura:


Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”
Che bello, non vi pare?, sentirsi parlare in questo modo!
Dice l’angelo: “Non aver paura, Giuseppe! Il bambino che Maria porta in grembo è davvero Figlio di Dio, ma devi lasciare Maria, anzi, il Signore si aspetta proprio che tu la sposi, e presto! Fidati di Dio!”
L’angelo aggiunge ancora qualcosa: “Ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù”.
Una frase breve breve, ma importantissima, perché con queste parole l’angelo sta dando un incarico anche a Giuseppe!
Infatti gli spiega che sarà Maria, certo, a dare alla luce il bambino, ma Giuseppe avrà il compito di dargli il nome.
Sapete, in Israele, era compito del papà dare il nome al figlio. Era lui a sceglierlo ed era lui ad annunciarlo a tutti. Un modo per affermare con forza: questo bambino è proprio figlio mio!
Ebbene, l’angelo spiega a Giuseppe che dovrà essere in tutto e per tutto il papà di Gesù, qui sulla terra. Tocca a Giuseppe, perciò, dare il nome al figlio che nascerà da Maria. Per tutta la gente, Giuseppe dovrà essere il papà di Gesù.
Be’, credo proprio che una cosa così Giuseppe proprio non se la immaginava!
Le parole dell’angelo cambiano completamente il suo punto di vista! Era andato a dormire triste e preoccupato, ora si sveglia pieno di gioia e di speranza!
Non deve rinunciare al suo progetto di sposare Maria, anzi! Dio stesso gli sta affidando Maria come moglie e il piccolo Gesù come figlio!
Giuseppe capisce che il Signore Dio gli sta consegnando un incarico importantissimo e perciò obbedisce con gioia:
“Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.”
È questo, molto semplicemente, il grande suggerimento che ci dà oggi Giuseppe: fare quello che il Signore vuole.
Fidarsi di Dio e rispondere con slancio a quello che ci chiede di fare.
Voi mi direte: “Ma scusa, e se noi non sogniamo angeli che ci spiegano che cosa vuole Dio, come facciamo a sapere che cosa il Padre Buono si aspetta da noi?”
Certo, è vero che di solito non riceviamo la visita di angeli che ci dicono che cosa Dio vuole da noi, però abbiamo lo stesso la possibilità di conoscere i Suoi desideri e di conoscerli bene.
Infatti Gesù ci ha detto molto chiaramente che cosa il Padre desidera. Tutto quello che il Maestro di Nazareth ha fatto è stato proprio insegnare e spiegare che cosa si aspetta il Signore da noi. E se per caso qualche volta ci dimentichiamo o qualche particolare sfugge di mente, ogni domenica abbiamo la possibilità di rinfrescarci la memoria riguardo a quello che Lui desidera, ascoltando il Vangelo.
Pensate che ricchezza! Ogni volta che veniamo a Messa possiamo capire sempre meglio che cosa il Signore desidera da noi!
Figuriamoci quanto è importante fare bene attenzione alla Parola di Dio, per non perdere neppure un particolare di quanto il Signore vuol dirci.
Allora sarà facile essere davvero sempre pronti per andargli incontro quando finalmente verrà!
Dunque, anche questa settimana abbiamo un prezioso consiglio, che ci viene da Giuseppe, lo sposo di Maria. Cioè, essere attenti alla Parola del Signore, ricordarla bene, portarla sempre nel cuore, per poter poi fare quello che il Signore desidera.
Se ogni giorno potremo dire con sincerità: “Mi sono impegnato a fare bene tutto quello che il Signore vuole” allora non c’è dubbio che saremo davvero sempre pronti per incontrarlo con gioia nella festa senza fine!

domenica 15 dicembre 2013

Gaudete - III domenica di Avvento



Giovanni è la voce, Cristo la Parola
Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo  (Disc. 293, 3; Pl 1328-1329)

[da maranatha.it]Giovanni è la voce. Del Signore invece si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1, 1). Giovanni è la voce che passa, Cristo è il Verbo eterno che era in principio.
Se alla voce togli la parola, che cosa resta? Dove non c'è senso intelligibile, ciò che rimane è semplicemente un vago suono. La voce senza parola colpisce bensì l'udito, ma non edifica il cuore.
Vediamo in proposito qual è il procedimento che si verifica nella sfera della comunicazione del pensiero. Quando penso ciò che devo dire, nel cuore fiorisce subito la parola. Volendo parlare a te, cerco in qual modo posso fare entrare in te quella parola, che si trova dentro di me. Le do suono e così, mediante la voce, parlo a te. Il suono della voce ti reca il contenuto intellettuale della parola e dopo averti rivelato il suo significato svanisce. Ma la parola recata a te dal suono è ormai nel tuo cuore, senza peraltro essersi allontanata dal mio.
Non ti pare, dunque, che il suono stesso che è stato latore della parola ti dica: «Egli deve crescere e io invece diminuire»? (Gv 3, 30). Il suono della voce si è fatto sentire a servizio dell'intelligenza, e poi se n'è andato quasi dicendo: «Questa mia gioia si è compiuta» (Gv 3, 29). Teniamo ben salda la parola, non perdiamo la parola concepita nel cuore.
Vuoi constatare come la voce passa e la divinità del Verbo resta? Dov'è ora il battesimo di Giovanni? Lo impartì e poi se ne andò. Ma il battesimo di Gesù continua ad essere amministrato. Tutti crediamo in Cristo, speriamo la salvezza in Cristo: questo volle significare la voce.
E siccome è difficile distinguere la parola dalla voce, lo stesso Giovanni fu ritenuto il Cristo. La voce fu creduta la Parola; ma la voce si riconobbe tale per non recare danno alla Parola. «Non sono io, disse, il Cristo, né Elia, né il profeta». Gli fu risposto: Ma tu allora chi sei? Io sono, disse, la voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore (cfr. Gv 1, 20-23). Voce di chi grida nel deserto, voce di chi rompe il silenzio.
«Preparate la strada» significa: Io risuono al fine di introdurre Lui nel cuore, ma Lui non si degna di venire dove voglio introdurlo, se non gli preparate la via.
Che significa: Preparate la via, se non: chiedete come si deve? Che significa: Preparate la via, se non: siate umili di cuore? Prendete esempio dal Battista che, scambiato per il Cristo, dice di non essere colui che gli altri credono sia. Si guarda bene dallo sfruttare l'errore degli altri ai fini di una sua affermazione personale. Eppure se avesse detto di essere il Cristo, sarebbe stato facilmente creduto, poiché lo si credeva tale prima ancora che parlasse. Non lo disse, riconoscendo semplicemente quello che era. Precisò le debite differenze. Si mantenne nell'umiltà. Vide giusto dove trovare la salvezza. Comprese di non essere che una lucerna e temette di venire spenta dal vento della superbia.