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martedì 15 agosto 2017

IL ROSARIO SOTTO LE STELLE A TORRE DI CAPPELLA

Fusaro, 15 agosto 2017

Immagini colte in occasione della veglia "Il Rosario sotto le stelle", tradizionale momento di preghiera della vigilia dell'Assunta nell'oratorio della chiesa di san Gennaro (Parrocchia S. Antimo e S. Filomena).
Organizzato dal gruppo Caritas e presieduto dal Parroco don Florian Binaday, la preghiera comunitaria ha visto una nutrita partecipazione ed ha rappresentato per tutti i presenti un importante momento di condivisone di fede che ha unito i presenti agli assenti in un comune anelito di vicinanza a Maria Santissima Assunta.
Nel mezzo di preghiere a Maria ed intervallato da canti mariani il santo Rosario è stato meditato con letture bibliche di brani del Nuovo Testamento e meditazioni tratte da interventi di San Giovanni Paolo Secondo.
Il Parroco e tutti i presenti, al termine, si sono intrattenuti in un momento di "agape" fraterna, condividendo quanto di buono era stato amorevolmente e spontaneamente preparato dalle volontarie Caritas e da altre Operatrici Pastorali.

 

















martedì 7 marzo 2017

Amoris Laetitia - Il passo del papa e il cammino della chiesa - 1° Incontro

Undicesimo Corso di Formazione - 1° Amoris Laetitia: "Il passo del Papa e il cammino della Chiesa".

Per quanti non hanno potuto assistere, ecco il video del primo incontro di quest'anno.



domenica 26 giugno 2016

Chi non viene si unisca a noi col cuore



                     INDICAZIONI PER OTTENERE 
                L’INDULGENZA PLENARIA

                     Una volta varcata la Porta Santa o Porta della Misericordia,
o che sia verificata una delle altre circostanze nelle quali Papa Francesco ha con - cesso che si possa ricevere l’indulgenza (ad esempio per i malati, i carcerati e per chiunque compia in prima persona un’opera di misericordia), oltre alle usuali condizioni (confessione e comunione eucaristica) che richiedono un cuore ben disposto perché la grazia possa portare i frutti sperati, i fedeli dovranno fermarsi in preghiera per compiere gli ultimi atti richiesti:
la professione di fede e la preghiera per il Papa e secondo le sue intenzioni. Quest’ultima potrà essere almeno
un Padre Nostro - la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato per rivolgerci come figli al Padre - ma possibilmente anche di più. In particolare, in considerazione dello spirito proprio di questo Anno Santo, si suggerisce di recitare la bella preghiera di Papa Francesco per il Giubileo, e di concludere il momento di preghiera con un’invocazione al Signore Gesù Misericor - dioso (ad esempio “Gesù Misericordioso, confido in Te”)



Preghiera di Papa Francesco per il Giubileo
 Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui. Mostraci il tuo volto e saremo salvi. Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro; l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura; fece piangere Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al ladrone pentito. Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: Se tu conoscessi il dono di Dio!
Tu sei il volto visibile del
Padre invisibile, del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia: fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria. Hai voluto che  i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza per sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore: fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio. Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista. Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen




PREGHIAMO CON I SALMI
41 (40) Preghiera del malato abbandonato

2 Beato l’uomo che ha cura del debole,
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
3 Veglierà su di lui il Signore,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.
4 Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
gli darai sollievo nella sua malattia.
5 Io ho detto: “Pietà di me, Signore;
risanami, contro di Te ho peccato”.
6 I nemici mi augurano il male:
“Quando morirà e perirà il suo nome? ”
7 Chi viene a visitarmi dice il falso,
il suo cuore accumula malizia
e uscito fuori sparla.
8 Contro di me
sussurrano insieme i miei nemici,
contro di me pensano il male:
9 “Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,
da dove si è steso non potrà rialzarsi”.
10 Anche l’amico in cui confidavo,
anche lui, che mangiava il mio pane,
alza contro di me il suo calcagno.
11 Ma Tu, Signore, abbi pietà e sollevami,
che io li possa ripagare.
12 Da questo saprò che Tu mi ami
se non trionfa su di me il mio nemico;
13 per la mia integrità tu mi sostieni,
mi fai stare alla tua presenza per sempre.
14 Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.

57 (56) In mezzo ai “leoni”

2 Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in Te mi rifugio;
mi rifugio all’ombra delle tue ali
finché sia passato il pericolo.
3 Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che mi fa il bene.
4 Mandi dal cielo a salvarmi
dalla mano dei miei persecutori,
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.
5 Io sono come in mezzo a leoni,
che divorano gli uomini;
i loro denti sono lance e frecce,
la loro lingua spada affilata.
6 Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
7 Hanno teso una rete ai miei piedi,

mi hanno piegato,
hanno scavato davanti a me una fossa
e vi sono caduti.
8 Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
9 Voglio cantare, a Te voglio inneggiare:
svègliati, mio cuore,
svègliati arpa, cetra,
voglio svegliare l’aurora.
10 Ti loderò tra i popoli, Signore,
a Te canterò inni tra le genti.
11 perché la tua bontà è grande fino ai cieli,
e la tua fedeltà fino alle nubi.
12 Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.



INVOCAZIONI DI MISERICORDIA NEI SALMI

Io per la tua grande Misericordia entrerò nella tua casa; mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio. Salmo 5,8
Volgiti, Signore, a liberarmi, salvami per la tua Misericordia. Salmo 6,5
Nella tua Misericordia ho confidato. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza e canti al Signore, che mi ha beneficato. Salmo 13,6
Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua Misericordia, per la tua bontà, Signore. Salmo 25,7
Volgiti a me e abbi Misericordia, perché sono solo ed infelice. Salmo 25,16
Integro è il mio cammino; riscattami e abbi Misericordia. Salmo 26,11
Ascolta, Signore, abbi Misericordia, Signore, vieni in mio aiuto. Salmo 30,11
'Fa' splendere il tuo volto sul tuo servo, salvami per la tua Misericordia. Salmo 31,17sempre. Salmo 40,12 
 Non rifiutarmi, Signore, la tua Misericordia, la tua fedeltà e la tua grazia mi proteggano sempre. Salmo 40,12
Salvaci per la tua Misericordia. Salmo 44,27
Ricordiamo, Dio, la tua Misericordia dentro il tuo tempio. Salmo 48,10
Pietà di me, o Dio, secondo la tua Misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Salmo 51,3
Mia forza, a te voglio cantare, poiché tu sei, o Dio, la mia difesa, Tu, o mio Dio, sei la mia Misericordia. Salmo 59,18
Sia benedetto Dio che non ha respinto la mia preghiera, non mi ha negato la tua Misericordia. Salmo 66,20
Può Dio aver dimenticato la Misericordia, aver chiuso nell'ira il suo cuore? Salmo 77,10
Non imputare a noi le colpe dei nostri padri, presto ci venga incontro la tua Misericordia, poiché siamo troppo infelici. Salmo 79,8
Mostraci, Signore, la tua Misericordia e donaci la tua salvezza. Salmo 85,8
Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Salmo 85,11

Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di Misericordia con chi ti invoca. Salmo 86,5
 Grande con me è la tua Misericordia: dal profondo degli inferi mi hai strappato. Salmo 86,13

 Volgiti a me e abbi Misericordia: dona al tuo servo la tua forza, salva il figlio della tua ancella. Salmo 86,16
Buono è il Signore, eterna la tua Misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione. Salmo 100,5
Tu sorgerai, avrai pietà di Sion, perché è tempo di usarle Misericordia: l'ora è giunta. Salmo 102,14
Salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di Misericordia. Salmo 103,4
Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua Misericordia su quanti lo temono. Salmo 103,11
Alleluia. Celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua Misericordia. Salmo 107,1
Ringrazino il Signore per la sua Misericordia, per i Suoi prodigi a favore degli uomini. Salmo 107, 8.15.21.31.
Nessuno gli usi Misericordia, nessuno abbia pietà dei suoi orfani. Salmo 109,12
Alleluia. Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua Misericordia.
Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua Misericordia.
Lo dica la casa di Aronne: eterna è la sua Misericordia.
Lo dica chi teme Dio: eterna è la sua Misericordia.
Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua Misericordia.
Salmo 118
Venga su di me la tua Misericordia e avrò vita, poiché la tua legge è la mia gioia. Salmo 119,77






sabato 3 ottobre 2015

Educare alla Misericordia - incontro con la Prof.ssa Rosanna Virgili

Il video riproduce all'inizio la recita dei Vespri (funzione presieduta da mons. Gennaro Pascarella) - minuti da 00 a 14,00.

La relazione tenuta dalla prof.sa Rosanna Virgili al Convegno Diocesano è visionabile per intero dal minuto 14,15 (per la visione della sola conferenza è possibile spostare il cursore al minuto giusto: 14,15)



lunedì 31 marzo 2014

La strage degli innocenti, nel 1992 al Fusaro, a due passi dalla CASA DI DIO!


Nei primissimi giorni del gennaio 1992 una strage orribile scosse le coscienze della nostra città. In quest'anno in cui abbiamo deciso di commemorare il 25.mo anniversario della costruzione della nostra chiesa, abbiamo il dovere di radicare tutte le attività e gli eventi che programmeremo alla memoria di quegli INNOCENTI, morti nell'indifferenza, pianti, ... ma ormai dimenticati ed ignorati da gran parte di noi.La nostra chiesa era già lì in quel gennaio 92, ma possiamo dire che la nostra Comunità non aveva avuto il tempo di radicarsi. Nel pregare il Signore che ci faccia crescere ancora insieme, non scordiamoci mai di pregare quegli angioletti perché quotidianamente ci guidino ad amarci sempre di più.

Da: Repubblica 3 gennaio 1992
di PIERO MELATI 
STRAGE NEL CAMPO DEI TERREMOTATI
BACOLI (Napoli) - Per avvolgere i corpi carbonizzati dei tre bambini è bastato un solo lenzuolo, un unico fagottino bianco, ripiegato ai bordi, poggiato nel fango. Accanto, una baracca adibita a gabinetto, un prefabbricato trasformato in chiesa, lo scheletro di un poliambulatorio mai completato, usato in parte come pollaio e in parte come locale stendi-panni. Ancora due passi, ed ecco i resti anneriti della roulotte andata in fiamme, una delle quattro del campo. Questo il teatro della tragedia, un accampamento alle porte della città, occupato abusivamente da venti persone, tutti parenti. L' incendio scoppiato d' improvviso è costato la vita a Salvatore di cinque anni, Carmela di tre, Luigi di uno, uccisi alle otto di ieri nella roulotte in cui vivevano dal giugno scorso. Solo la madre, Enrichetta Bonè, si è salvata per miracolo. A impedire immediati soccorsi, un lucchetto montato alcuni giorni fa alla porta della ruolotte, chiuso dall'esterno. Quando le fiamme sono divampate, Enrichetta e figli sono rimasti intrappolati all'interno del locale. La causa del disastro, quasi certamente, un corto circuito. Due fili spezzati dalle fiamme pendono ancora da un palo dell' Enel, a due passi dai confini del campo. Sono gli ultimi residui di un allacciamento volante, che serviva a portare luce alla roulotte. Quando le prime lingue di fuoco si alzano, nell'accampamento dormono ancora tutti. Il crepitio della vampata e le urla della donna richiamano però l' attenzione di un passante, Rosario Luzzi, 15 anni, figlio di emigrati in Belgio. Il ragazzo sfida il fuoco, tenta di forzare la porta del mezzo, ma il lucchetto lo impedisce. Quando la nonna dei bambini, Carmela Pinelli, arriva finalmente con le chiavi del catenaccio è ormai tardi. Rosario Luzzi riesce ad aprire, Enrichetta Bonè, già ustionata, gli cade tra le braccia, ma poi il calore che divampa costringe il soccorritore ad allontanarsi. La roulotte è avvolta dalle fiamme. Dentro ci sono ancora i tre bambini. Il caporeparto dei vigili del fuoco Pasquale Grieco, giunto sul posto con altri quattro colleghi alle 8 e 45, dieci minuti dopo la prima telefonata di allarme, racconta: "Non abbiamo potuto fare altro che spegnere l' incendio ed estrarre i corpi dei bambini, completamente carbonizzati. Il corpo del più piccolo non riuscivamo neppure a trovarlo. Era sepolto da una montagna di stracci". Alle 12 e 20 l' auto che trasporta tre piccole bare bianche si allontana dall' accampamento. Non una voce, non una lacrima l' accompagna. Non erano "terremotati ufficiali", i tre bambini. E non sono "terremotati ufficiali" neppure gli altri parenti che, in condizioni subumane, vivono nel campo. Si tratta, invece, di "abusivi tollerati". Così le casistiche più aggiornate del Comune di Bacoli archiviano oggi le storie di questi nuovi disperati, reduci da ogni tipo di deriva. La prima catastrofe della famiglia Boccia (questo il cognome del padre dei bambini, Vincenzo, 34 anni) tuttavia si chiama proprio terremoto. Il sisma dell' 80 aveva danneggiato i "bassi" in cui vivevano i nonni materni dei tre bambini (Luigi Bonè e Carmela Pinella) e le sorelle della madre (Agnese e Maddalena, rispettivamente tre e un figlio). La seconda mazzata arriva con il bradisismo, che qualche tempo dopo colpisce la zona flegrea. L' intera famiglia viene sfrattata per motivi igienico-sanitari e per morosità. La presentazione di regolare domanda per ottenere una casa popolare non sortisce effetti: carenze di punteggio, nessuna speranza di scalare la consueta graduatoria. Povertà, disoccupazione e miseria fanno il resto. Così, in mancanza di alternative, la famiglia Bonè decide di andare a occupare le roulotte del campo di Torre di Cappella, territorio di Bacoli, 27 chilometri da Napoli. Un campo di proprietà comunale, installato provvisoriamente dopo il terremoto, per i primi soccorsi alle popolazioni colpite. Un campo alle spalle degli stabilimenti Selenia, in seguito rispolverato quando il bradisismo faceva franare le case dell' area flegrea. Un campo, infine, liberato dai legittimi occupanti (vittime del bradisismo) quando il Comune, nell'87, aveva assegnato loro 84 alloggi, finanziati da sei miliardi del ministero della Protezione civile. Salvatore, Carmela e Luigi, a differenza dei nonni e delle zie, raggiungono quel campo soltanto la scorsa estate, dopo che il padre Vincenzo viene colpito da un' altra "catastrofe". Sfrattati anche loro dal "basso", i Boccia dapprima trasformano una Ritmo in alloggio. Poi Vincenzo trova lavoro come guardiano di cavalli nel maneggio di Licola del boss della camorra Lorenzo Nuvoletta. E questi, in cambio del lavoro prestato, gli assicura un tetto e pasti caldi per moglie e bambini. Ma il maneggio viene sequestrato dalla Guardia di Finanza. Così i Boccia decidono di raggiungere l' accampamento in cui già vivono i parenti. Solo da poche settimane papà Vincenzo aveva trovato un altro lavoro precario, in un allevamento vicino. Ma nel campo si determina una situazione al limite dell' inverosimile, ultima ed estrema deriva per la famiglia. Vincenzo dorme a pochi metri dalla roulotte occupata da moglie e bambini, nell' auto protetta da una coperta. Nel vecchio contenitore del terremoto non c' era infatti posto per tutti. Ma, intanto, Vincenzo comincia a litigare con la moglie. Gelosie, incomprensioni, rapporti extraconiugali. Tutte voci incontrollabili. Un solo fatto è certo. Vincenzo decide qualche giorno fa di montare un lucchetto esterno alla porta della roulotte. Le chiavi le tiene la nonna Carmela che, ogni sera, chiude dentro la roulotte Enrichetta e i suoi tre figli, per liberarli soltanto al mattino, dopo che Vincenzo si reca al lavoro. Una "prigionia" che Enrichetta, dal suo lettino all'ospedale Cardarelli, dove è ricoverata per gravi ustioni, afferma di avere accettato di buon grado. "Avevo paura di ladri e violentatori", spiega. Nella caserma dei carabinieri del paese, per tutta la giornata, i due magistrati della Procura circondariale, Beatrice e Piscitelli, interrogano il padre dei bambini. Ancora in serata, Vincenzo Boccia è sotto torchio per il "mistero del lucchetto". E ancora, vengono ascoltati alcuni operai dell' Enel e gli amministratori del bicolore Dc-Psdi, che governa i 26 mila abitanti di Bacoli. I giudici vogliono saperne di più sull'accampamento. La prefettura di Napoli nega che facesse parte degli insediamenti provvisori installati dopo il terremoto. Ma allora, che ci facevano quelle roulotte con l' intestazione "campo terremotati"? E gli allacciamenti volanti alla rete Enel sono abusivi o li ha autorizzati il Comune? Il cardinale di Napoli, Michele Giordano, accusa: "Mi chiedo come sia possibile che istituzioni e società civile non avvistino situazioni di questo tipo, permettendo che dei bambini vivano e muoiano in condizioni tanto offensive per la dignità umana?".