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domenica 19 gennaio 2020

Corso di Formazione per Famiglie, Giovani, Operatori Pastorali, Diaconi, Sacerdoti.




Ai Molto Reverendi parroci e alle Comunità parrocchiali
all’Ufficio per la Pastorale scolastica
ai gruppi famiglia, ai gruppi giovani,
Ai Responsabili di Associazioni e Movimenti ecclesiali della Diocesi di Pozzuoli 


 Carissimi,
Quando Dio chiama ad una vocazione, indica una strada da percorrere, la via della santità.
Tutti, indistintamente siamo chiamati alla santità perché «questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione» (1Ts 4,3).
La santità è «la pienezza della vita cristiana e la perfezione della carità» (LG 40).
Più che una meta, che pare assai difficile da raggiungere, preferiamo vederla come un cammino, che ognuno può percorrere con il proprio passo. Ogni progresso, ogni tappa intermedia raggiunta sarà un dono di Dio.
Il nostro personale progresso spirituale dovrà tendere ad una unione sempre più intima con Cristo per diventare sempre più simili a Lui.
Vorremmo riflettere insieme sulla nostra comune chiamata alla santità a partire dalla realtà concreta nella quale viviamo.
L’Ufficio Diocesano per la pastorale della famiglia e vita, nello svolgimento dei compiti suoi propri e delle indicazioni del nostro vescovo, mons. Gennaro Pascarella, ha organizzato per la prossima Quaresima 2020 il

XIV CORSO DI FORMAZIONE PER FAMIGLIE, GIOVANI,
OPERATORI PASTORALI, DIACONI, SACERDOTI,

dal titolo: GAUDETE ET EXSULTATE NELL’AMORIS LAETITIA: VIE DI SANTITA’ CONIUGALE E FAMILIARE 

* GIOVANI E VITA QUOTIDIANA. IL RUOLO SOCIALE DELLA FAMIGLIA E DELLA RELIGIONE Relatrice Prof.ssa Maria Luisa Iavarone

* ECCOMI MANDA ME 
(Is.6,1-8):  IL MATRIMONIO COME VOCAZIONE E MISSIONE Relatore Don Silvio Longobardi

* SPOSI CRISTIANI: LA SANTIFICAZIONE NELLA VITA QUOTIDIANA Relatore Don Renzo Bonetti 

* SIATE SANTI PERCHE’ IO SONO SANTO”, ALLE ORIGINI DELLA SANTITA’ RIFLESSIONE BIBLICA. Relatrice Prof.ssa Rosanna Virgili

* TESTIMONIANZE ORDINARIE DI SANTITA’ CONIUGALE E FAMILIARE.
Coordina l’incontro don Elio Santaniello

San Giovanni Paolo II nella lettera “Novo Millennio Ineunte” ripropone a tutti con convinzione una “misura alta” della vita cristiana ordinaria affermando: «Se il Battesimo è un vero ingresso nella santità di Dio, sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all’insegna di una morale minima e di una religiosità superficiale. Chiedere a un catecumeno: “Vuoi ricevere il Battesimo?” significa al tempo stesso chiedergli “Vuoi diventare santo?”» (NMI 31).

Gli incontri si svolgeranno nell’Auditorium “Castaldo” viale Campi Flegrei, 12 Pozzuoli, nei martedì 3 -10 -17 – 24 - 31 marzo 2020, dalle ore 18.30 alle ore 20.30.
Per facilitare la partecipazione, organizzeremo un’animazione gratuita, per intrattenere i bambini e ragazzi.

Raccogliete, per favore, le schede di adesione: un membro della Consulta diocesana passerà a ritirarle entro il 25 febbraio 2020.

Un fraterno abbraccio, in Cristo.

Lucia e Rodolfo Giordano
don Gianni Illiano 



martedì 15 agosto 2017

IL ROSARIO SOTTO LE STELLE A TORRE DI CAPPELLA

Fusaro, 15 agosto 2017

Immagini colte in occasione della veglia "Il Rosario sotto le stelle", tradizionale momento di preghiera della vigilia dell'Assunta nell'oratorio della chiesa di san Gennaro (Parrocchia S. Antimo e S. Filomena).
Organizzato dal gruppo Caritas e presieduto dal Parroco don Florian Binaday, la preghiera comunitaria ha visto una nutrita partecipazione ed ha rappresentato per tutti i presenti un importante momento di condivisone di fede che ha unito i presenti agli assenti in un comune anelito di vicinanza a Maria Santissima Assunta.
Nel mezzo di preghiere a Maria ed intervallato da canti mariani il santo Rosario è stato meditato con letture bibliche di brani del Nuovo Testamento e meditazioni tratte da interventi di San Giovanni Paolo Secondo.
Il Parroco e tutti i presenti, al termine, si sono intrattenuti in un momento di "agape" fraterna, condividendo quanto di buono era stato amorevolmente e spontaneamente preparato dalle volontarie Caritas e da altre Operatrici Pastorali.

 

















lunedì 14 novembre 2016

Conferenza di Fratel Enzo Bianchi Priore di Bose

Convegno Ecclesiale Diocesi di Pozzuoli

Dal 23 al 25 settembre 2016 si è svolto a Pozzuoli l'annuale Convegno Ecclesiale Diocesano, che quest'anno ha avuto per tema:
"Evangelii Gaudium: Il sogno di una Chiesa Sinodale e Missionaria".



mercoledì 26 ottobre 2016

Fate quello che Lui vi dirà.

La madonnina dell'Otatorio nella chiesa di San Gennaro (Torre di Cappella, Parrocchia S. Antimo e S. Filomena).

(Foto di Elisabetta Pilieci)

La Madonnina veglia con sguardo materno su tutte le attività parrocchiali, catechistiche e oratoriali.
Diventa naturale, passanovi innanzi, fermarsi un attimo almeno col pensiero, per ascoltarne la voce amorevole che ci invita: "Fate quello che Lui vi dirà"!

martedì 11 ottobre 2016

La Chiesa e la "teoria del gender"

Aveva un titolo impegnativo ("La questione del gender. Rivendicazioni e implicazioni dell'attuale cultura sessuale") il seminario di studio che si è svolto in due giornate, il 14 e 15 novembre, nell'aula magna della Facoltà Teologica della Sardegna.





Introdotto e coordinato da don Aristide Fumagalli, docente di teologia morale alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, a Milano, il seminario ha cercato di far luce, come è stato esplicitamente dichiarato, “in modo obiettivo” e fuori da ogni “emotività”, su una questione spinosa che negli ultimi vent’anni, in modo particolare, è al centro di numerosi dibattiti a carattere mondiale. “Perché questo richiamo così esplicito all’obiettività?” ha detto Fumagalli all’inizio. “Perché anzitutto occorre capire ‘di che cosa si parla’, giacché siamo in presenza di una confusione semantica e di una dispersione concettuale”. “Anzi, per dirla più chiaramente”, ha aggiunto don Aristide, “la questione del gender assomiglia un po’ a un calderone dove vi finiscono vari elementi, non tutti appropriati”. In un lungo intervento, diviso in due sessioni di lavoro, il teologo milanese ha cercato quindi di chiarire i termini della questione: prima con una disamina storico-critica di questa teoria, oggi in qualche misura in voga o dibattuta nella società, e successivamente esponendo la posizione della Chiesa a riguardo e infine alcune prospettive antropologiche che si possono trarre da tutto questo dibattito. “Gender” è un termine inglese che indica il “genere” sessuale. Fin qui nulla di problematico. Ma è allo psicologo neozelandese John Money che si fa risalire una distinzione netta dell’identità di genere dall’identità sessuale, appunto tra “genere” e “sesso”. Siamo alla metà degli anni ’60 e gli studi di Money sull’ermafroditismo e il transessualismo portano a ipotizzare una teoria cosiddetta “interazionista”, per la quale dopo una certa età l’identità di genere può essere fluida e soggetta a dei costanti aggiustamenti. Da qui, in qualche misura, si innesta un dibattito che coinvolge psicoanalisti e antropologi (come Robert Stoller e Gayle Rubin, per citare solo due nomi) che utilizzano questa distinzione in modo allargato, sostanzialmente a tutti gli esseri umani adulti che non si sentono a loro agio col proprio sesso. Così fino ai giorni nostri dove, osserva Fumagalli, “mi dicono che su Facebook le identità di genere siano addirittura 56!”.
Ma questo dibattito, per il teologo milanese, non si può limitare ad alcuni singoli psicologi o antropologi che lo hanno teorizzato: le sue radici sono più complesse all’interno della cultura del Novecento e grande rilievo hanno avuto in tutto questo i movimenti di pensiero femministi, che da Simone De Beauvoir a Luce Irigaray, fino al femminismo di “terza generazione” (Judith Butler, Donna Haraway), riflette su un processo che, dice Fumagalli, “da una critica al genere maschile passa all’idea che il genere stesso sia una ‘costruzione’ e non un dato di natura e infine arriva ad affermare che se il genere è ‘costruito’ e non è naturale allora lo si può anche ‘scompigliare’”. Da qui il concetto di “queer” (obliquo, stravagante) che la Butler affronta nel suo libro “Undoing Gender” del 2004. La questione dell’identità di genere è dunque fortemente mescolata e connessa con quella del femminismo e dei diritti umani, e questo, insiste Fumagalli, è un po’ il crocevia delicato e pericoloso di tutta la faccenda. “Se siamo davanti a uno scontro”, prosegue il teologo, “tra coloro che indicano ‘solo la cultura’ contro quelli che indicano ‘solo la natura’, il conflitto sociale è destinato a innalzarsi e non si arriva da nessuna parte. Se invece la sfida è quella di un’antropologia integrale allora si può pensare a un impegno cristiano più autentico in questa direzione”. La posizione della Chiesa cattolica – affrontata nella seconda giornata di lavoro, e che Fumagalli divide in tre nuclei (interventi diplomatici, pronunciamenti magisteriali e tendenze ecclesiali) – sembra riflettere, per Fumagalli, questa volontà di equilibrio. “Da un lato vi è una ferma condanna di ‘una tendenza apparsa nella conferenza di Pechino che pretende di introdurre nelle culture dei popoli l’ideologia del gender’; dall’altro, come è scritto in un intervento diplomatico ufficiale, ‘la Chiesa non condivide neanche la nozione di ‘determinismo biologico’, secondo la quale tutte le funzioni e relazioni dei due sessi sono stabilite in un modello unico e statico’”. D’altro canto nelle tendenze ecclesiali, dice ancora Fumagalli, si vede abbastanza chiaramente questo doppio gruppo di persone: “Quelli che oppongono un rifiuto polemico alla teoria del gender, insistendo che l’‘ideologia di genere’ è destinata a squalificare le istanze positive della ‘prospettiva di genere’ (che pone l’accento sui diritti), ed entrarci in dialogo sarebbe inefficace e moralmente sbagliato; e quelli che intendono assumere criticamente la teoria, concordando con l’idea di escludere l’ideologia di genere, ma non di scartare la prospettiva di genere come strumento analitico e critico per capire, per esempio, le differenze tra uomo e donna, per le quali non basta la sola prospettiva biologica”. “Nella Chiesa”, ha detto Fumagalli, “vi è attualmente un dibattito interno, anche acceso, tra queste due posizioni”.
Il relatore, manifestando infine una propensione verso la seconda delle due prospettive, ha tirato le somme, indicando pregi e limiti della teoria del gender. Tra i pregi ha elencato: il fatto di evidenziare l’influsso della cultura sociale, di correggere il determinismo biologico e di criticare la discriminazione delle persone. Tra i limiti: la censura del sesso corporeo, l’abdicare al sentimento psichico (per cui qualunque sentimento dell’istante detterebbe legge) e l’assolutizzare la libertà individuale. In chiusura, rispondendo a qualche intervento dal pubblico, Fumagalli ha richiamato alcune frasi evangeliche che invitano a non indugiare nel pessimismo e nel pensiero che l’oggi è sempre peggio del domani, ma, al contrario, ha sottolineato come la prospettiva debba essere quella opposta di un cammino di crescita e fiducia, e, essenzialmente, del vivere da cristiani nel mondo. L'evento è stato organizzato dalla Facoltà Teologica della Sardegna in collaborazione con l'Istituto di Scienze religiose di Cagliari. 

lunedì 10 ottobre 2016

L’ideologia del “gender”: se la conosci la eviti

Risultati immagini per gender diacono diocesi roma
In attesa della "Formazione"  ... una prima "informazione"

La questione del "genere" (in inglese gender) è un incrocio fra una dottrina pseudo-scientifica e un bisogno politico, che ha finito col tramutarla in ideologia. 
Nella cultura mass-mediatica il termine è ormai egemonico e ha sostituito - anche negli studi internazionali e nelle analisi di sostegno al terzo mondo - il termine sesso. Il linguaggio recepisce velocemente i cambiamenti e il nostro caso non fa eccezione, tanto che questo nuovo significato di genere è passato all'interno delle nostre culture. La teoria del gender è una idea che sostiene la non-esistenza di una differenza biologica tra uomini e donne determinata da fattori scritti nel corpo, ma che gli uomini e le donne sono uguali da ogni punto di vista; c'è quella differenza morfologica, ma non conta niente. Invece la differenza maschile/ femminile è una differenza esclusivamente culturale, cioè gli uomini sono uomini perché sono educati da uomini, le donne sono donne perché sono educate da donne.
Se non ci fossero queste costruzioni culturali non ci sarebbero differenze tra donne e uomini e il genere umano sarebbe fatto di persone uguali. In tal modo la sessualità viene dissociata dalla personalità, non viene naturalmente connessa con la costruzione di una persona.
Se osserviamo la realtà vicina a noi, in effetti oggi i ragazzi e le ragazze tendenzialmente sono educati nello stesso identico modo e i genitori si vergognano un po' se dicono alla figlia cose diverse che al figlio, anche se in realtà i ragazzi e le ragazze hanno esigenze diverse, problemi diversi, incontrano ostacoli diversi. Si è imposta la tendenza a negare le differenze.
Prima l'idea era di essere uguali se cancelliamo la proprietà privata, le differenze sociali, la meritocrazia, se cancelliamo tutto. Oggi, invece, questa utopia dell'uguaglianza ha preso strade diverse: secondo la teoria del gender, l'umanità non è divisa tra maschi e femmine, ma l'umanità è fatta di individui che scelgono chi vogliono essere. Questa utopia dell'uguaglianza è anche quella che sta dietro l'eugenetica: se nessuno è malato, siamo tutti uguali, tutti sani.
tutti felici.
Il successo di questa omologazione è anche legato al crollo delle ideologie tradizionali, al riempimento di un vuoto dopo il crollo del muro di Berlino. Si introduce così il cambiamento di termini: parentalità invece di genitori, perché genitori sono padre e madre, invece parentalità è una parola strana; parole che cancellano la differenza sessuale e che vorrebbero dire che esistono solo dei nuclei sociali che possono assomigliare alla famiglia, indipendentemente dalla differenza sessuale.
La cosa grave è che le Nazioni Unite e, soprattutto, l'Unione Europea hanno sposato quest'ideologia del gender, come un'ideologia ugualitaria, quindi buona, quindi da proporre.
L'Unione Europea ha stabilito sostanziosi finanziamenti per favorire la diffusione dell'ideologia del gender in Europa; il che ha significato che chiunque in una Università, in un contesto di ricerca, metta il termine gender nel suo programma, diventi idoneo a ricevere dei soldi. Questo ha fatto sì che il termine abbia avuto una rapida diffusione, perché anche persone che si occupavano di cose diverse hanno inserito la parola gender in modo tale da avere finanziamenti. Così il termine è diventato familiare; poi è molto chic perché è un termine inglese, moderno; non si dice più differenze sessuali, che ricordano il sesso, archetipo della Creazione, gender è molto più carino, alla moda. Uno si sente parte di un mondo avanzato, moderno, se lo usa; anche all'interno del mondo cattolico. Lo usano tutti. La diffusione è avvenuta anche nelle nostre Regioni: nei documenti delle Regioni si usa "famiglie" invece che famiglia, e parentalità.Troviamo la parola genere dappertutto e le persone che la usano non sanno tutta la storia: che cosa è il genere, il pericolo che rappresenta e il tipo di categoria che usano.
Bisognerebbe stare molto attenti, quando si parla, a non usare il termine "genere" e a denunciare quando viene usato: tu sai cosa è? Ma sai cosa vuol dire questo termine che usi? Perché è un modo per contrastare questa avanzata assurda che però, ad un certo punto, come tutte le ideologie diventa realtà sociale; e quindi già si dice che non esiste più la differenza sessuale, ma che esiste solo il genere, che è una costruzione culturale.
Al convegno delle Nazioni Unite di Pechino del 1995 - dedicato alla condizione femminile e che ebbe fra le principali protagoniste Hillary Clinton - si propose di sostituire la differenza tra uomini e donne con cinque "generi". La proposta non passò perché soprattutto la Chiesa cattolica fece opposizione e si alleò con altri paesi; però, di fatto, queste idee, anche se non approvate ufficialmente, sono ormai imposte e diffuse a livello planetario e sono considerate una evidenza che fa parte della realtà. 

(diac. Girolamo Furio - Diocesi si Roma)

domenica 2 ottobre 2016

Uniti nella Comunità

Nei locali dell'Oratorio a Torre di Cappella si è tenuto ieri, 1 ottobre 2016, il Ritiro Parrocchiale programmato per l'inizio dell'Anno Pastorale.
Abbiamo meditato, con l'aiuto del Diacono don Giuseppe Renzi,.il brano del Vangelo di Giovanni che racconta dell'incontro di Gesù con la Samaritana.
Non eravamo in pochi. Ma non eravamo in molti.
Tra le assenze, anche tra gli Operatori Pastorali ci sono state persone che sono state impossibilitate a partecipare.
Riportiamo qui solo alcuni flash della riflessione, che alla presenza del nostro Parroco, si è protratta fino all'inizio della liturgia eucaristica.
Le immagini che riportiamo di seguito si concludono con la preghiera conclusiva del ritiro.
Chi non ha potuto esserci, se crede, può unirsi anche oggi, anche da casa ed anche solo spiritualmente, alla Comunità.
La preghiera di tutti, alla fine, sia perché il Signore conceda la grazia a tutti noi di essere comunque presenti al prossimo ritiro.







Al termine dell'incontro abbiamo avuto il piacere di leggere un pensiero di don Raffaele Russo, pubblicato anni fa in numero del giornalino della sua parrocchia in Pozzuoli.
Vista la richiesta insistente di tutti i presenti, riportiamo in questa pagina il testo completo, di questo scritto, che possiamo ben definire "il  testamento spirituale di un parroco".

La Parrocchia che sogno.

Dopo 25 anni da parroco si può ancora sognare una parrocchia? A me capita proprio cos’. Non amo troppo le cose, le strutture, le leggi. Certo ci vogliono. Ma io amo la gente. Non mi incanta tanto un bel quadro o una scultura –che pure non sottovaluto- quanto gli occhi di un bimbo o un volto rigato da pene dove, in quei solchi, puoi leggerci tutte le lacrime, tutta la storia di una vita. Io sogno una parrocchia che sia una vera comunità, una famiglia, dove i gesti di pace –gesti d’amore- non siano segni stereotipi e rari di un momento liturgico, ma si inventino negli intimi modi e situazioni della vita. Io sogno una comunità parrocchiale attenta e disponibile verso ogni persona in necessità, che rifiuti il modello borghese dell’autosufficienza, dell’orgoglio, del confronto, dell’indifferenza. Una famiglia che sappia condividere il pane e la gioia, le paure e le sconfitte, il dolore e la speranza. Sogno una parrocchia solidale, dove le pene, le malattie, la solitudine dell’altro diventano mie e veramente me le sento addosso, me le sento dentro.Una comunità che spezza il suo pane e condivide il cammino della vita nella consapevolezza di non essere soli e di non lasciare solo nessuno.Una comunità che sa che il cristiano la vita non solo la rischia, la DONA. Con una parrocchiale così io camminare vivendo, operando, donando; dando senso e sapore all’esistenza: il senso e il sapore dell’amore. Insieme con questa comunità vorrei giungere davanti al Re della parabola evangelica, per sentire la sentenza del trionfo dell’amore: “Venite, benedetti del Padre mio, ... perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, straniero mi avete accolto, malato e carcerato siete venuti a visitarmi” (Mt. 25, 34-36). Sogno una comunità che sappia riconoscere negli occhi degli altri l’attesa implorante degli occhi di Cristo. Chi vuole aiutarmi a sognare?

(Don Raffaele Russo)

domenica 2 marzo 2014

Lettera aperta ai fedeli in occasione del 25. anniversario

Bacoli -  Fusaro - Torre di Cappella
(Via W. Shakesperare)
(Per ingrandire tutte le immagini di questo post clicca su ogni foto).


Carissimi,
Molti di voi conosceranno già la nostra Parrocchia, altri ne avranno almeno sentito parlare, pochi altri ancora forse non ne conoscono neppure l’esistenza.
Ricorre quest’anno il venticinquesimo anniversario dalla benedizione e della consacrazione della nostra chiesa (S. Gennaro), che  dopo poco tempo sarebbe diventata sede della Parrocchia S. Antimo e S. Filomena, in precedenza collocata nell’attuale Cappella “Farro” in via Terme di Baia.
Venticinque anni, se sono certamente pochi in riferimento alla vita millenaria della Chiesa, rappresentano comunque una tappa importante per fare un consuntivo della nostra vita comunitaria e per spingerci ad intraprendere
nuove programmazioni ed ogni azione necessaria al fine di portare avanti ed espandere (con l’aiuto del Signore nostro Padre,   spinti dall’amore dello Spirito Santo e guidati dal Sua Sapienza) la vita della Comunità con l’intento di riuscire a comprendere tra le braccia del Corpo Mistico di Cristo il maggior numero possibile di nostri fratelli e sorelle.
Abbiamo ritenuto perciò di cogliere questa occasione che la Provvidenza ci offre per fare appello a quanti, vivendo in questo nostro bellissimo promontorio flegreo, abbiamo la consapevolezza e l’orgoglio di vivere ed operare nella stessa terra che vide sorgere una tra le prime comunità cristiane fin dai tempi del primo impero romano.

Non sono pochi gli studiosi di storia flegrea che collocano la cattedrale dell’antica Misenum nell’altura della Torre di Cappella, ombelico topografico dell’area dell’intera città (Porto, Lago, Capo ed intero Promontorio di Miseno).
Il Diacono Sossio visse ed operò qui il suo servizio curando la Comunità Cristiana e riscuotendo con la sua attività grande ammirazione e prestigio.

Grande è la nostra emozione solo a pensare che la nostra Parrocchia si trovi oggi ad operare nella stessa zona, a poche centinaia di metri, da dove Gennaro, Vescovo di Benevento, programmo di venire a salutare il suo fratello in Cristo Sossio.
Grande la responsabilità che sentiamo nel rivolgerci a tutti voi affinché vogliate venirci incontro, aiutarci, fattivamente, spiritualmente e materialmente nell'enorme lavoro che ci aspetta per meglio servire la nostra Comunità.
La nostra Parrocchia è estremamente povera. La chiesa (della quale celebriamo il 25.mo) è nata in un prefabbricato, che (come molte cose nel nostro paese) nata per dare provvisoria soluzione al bisogno di una popolazione in grande crescita. Solo qualche tempo prima l’area di Torre di Cappella era stata destinata dagli amministratori locali quale zona di sviluppo edilizio per abitazioni economiche e popolari (area 167).

Le attività di culto restano praticate nello stesso prefabbricato di allora, che conserva tutti i limiti di venticinque anni fa e ne annovera dei nuovi, i quali dobbiamo impegnarci a rimuovere o almeno a rendere accettabili dal punto vista della sicurezza dei fedeli e della salubrità dell’ambiente.
Come si può facilmente constatare e come, tra l’altro, risulta riscontrabile dalle foto che rendiamo disponibili nella stessa pagina del nostro blog (News della Parrocchia S. Antimo e S. Filomena) che ospita anche questa lettera, ormai risultano indifferibili taluni interventi di manutenzione e talune opere per l’eliminazione dei possibili rischi derivanti dal deperimento di strutture relative alla posa in opera dello stesso prefabbricato.

Intanto è nostro dovere ringraziare la Divina Provvidenza per averci consentito un’attività e gli obiettivi, che, considerando le condizioni dalle quali siamo partiti venticinque anni or sono, ci sarebbe sembrata irraggiungibile. L’attenzione e l’aiuto che abbiamo sempre ricevuto dai Pastori diocesani, che si sono succeduti negli anni, hanno consentito la realizzazione dell’oratorio parrocchiale, dove ormai da anni i nostri bambini possono cercare, incontrare e conoscere Gesù e dove essi trovano con l’accoglienza il necessario aiuto e l’indispensabile amore dei nostri Operatori, ben conciliati con svago e possibilità di trascorrere in maggiore sicurezza il loro tempo libero.

Per proseguire quindi nel nostro impegno, Vi invitiamo, carissimi fratelli e sorelle in Cristo, a volere sollecitamente anche voi proporvi sostenitori e collaboratori della nostra Comunità.
Aiutateci con le vostre preghiere (pregare per i bisogni dei fratelli è molto più gradito al Signore), aiutateci col vostro lavoro, con la vostra disponibilità nelle opere ed attività che riguardano le vita religiosa ed i momenti liturgici, aiutateci anche con il vostro contributo materiale, che importantissimo (ed oseremmo dire anche necessario). 
Siate nei limiti delle vostre capacità generosi, nella consapevolezza che la generosità verso i fratelli è generosità verso il Signore.
Questa nostra lettera, su suggerimento di numerosi fedeli della Parrocchia, è rivolta anche alla amatissima comunità di fratelli e sorelle che per lavoro si trovano a vivere all'estero, ai carissimi nostri concittadini residenti nelle lontane Americhe, dove onorano il nome di Bacoli, di Monte di Procida, di Napoli e dell’Italia tutta.

Siamo certi che molti di voi potranno aiutarci a raggiungerli col nostro messaggio di saluto e di speranza.
Vi salutiamo fraternamente, carissimi, implorando al Signore per tutti voi la santa benedizione e con essa la grazia di concedervi pace, serenità, prosperità e (in primis) la fede necessaria a vivere cristianamente ogni momento della vostra vita.
Fusaro, Bacoli, Marzo 2014
Il Parroco (Don Florian Binaday)




martedì 3 settembre 2013

Abbiamo superato la soglia delle 10.000 visualizzazioni

Grafico delle visualizzazioni di pagine di Blogger

Anche se non molto attiva e pur gestita in modo "amatoriale", questa nostra pagina di "NEWS" della nostra Parrocchia  ha ormai avuto nello spazio di circa 3 anni e mezzo) oltre 10 mila visualizzazioni.
Ne siamo felicissimi. Ma non è moltissimo. Si deve migliore.
Con l'aiuto di tutti voi ... si può!

domenica 15 aprile 2012

Giochi della pace 2012



Avviso per tutti 
gli operatori pastorali 
della parrocchia.

Sabato 21 aprile prossimo, nei locali dell'oratorio parrocchiale si terrà il primo incontro preparatorio per la preparazione della prossima edizione dei giochi della pace (estate 2012).
Questo primo incontro sarà limitato ai soli operatori pastorali, perché ci vedrà impegnati  soltanto alla programmazione delle possibili attività da porre in calendario.

Tutti gli operatori sono vivamente pregati di partecipare.
Grazie.

mercoledì 22 febbraio 2012

Radicati e Fondati nell'Amore

Le coppie o anche singole persone che fossero interessate possono al più presto rivolgersi 
in Parrocchia o al seguente numero: 3388072300 

Per meglio leggere la locandina e la scheda del corso
cliccare sulle immagini qui sotto.