sabato 15 agosto 2015

Bellissima esperienza nella nostra chiesa: IL ROSARIO SOTTO LE STELLE.




Una serata senza precedenti  ha reso particolarissima la vigilia dell'Assunta nella chiesa di San Gennaro [nella Parrocchia di S. Antimo e S. Filomena, a Torre di Cappella al Fusaro].
Un nutrito gruppo di fedeli, rinunciando ai rumori ed al chiasso di feste e manifestazioni di piazza, si è riunito davanti la statua della madonnina nel cortile dell'oratorio per una breve veglia di preghiera e per la recita del Santo Rosario "sotto le stelle".I presenti hanno voluto accogliere l'invito di Papa Francesco e cogliere «l’occasione per rendere omaggio a Maria e chiedere la usa intercessione per le diverse intenzioni che ciascuno porta nel cuore». Dai volti sereni, gioiosi, soddisfatti abbiamo letto un momento che tutti ricorderemo nel tempo. L'invito ripetuto nelle ultime settimane a tutti aveva destato una certa sorpresa. Se ne parlava, si chiedevano ragguagli, si manifestava già un consenso ed un'adesione che non si pensava di poter suscitare con tanta facilità.
La preghiera, intervallata da canti mariani, da brani delle sacre scritture e da riflessioni di San Giovanni Paolo II Papa, è stata diretta da don Floriano Binaday, parroco, e don Maximiano Gako, suo collaboratore, amati sacerdoti a guida della Parrocchia..
Si sentiva nell'aria il raccoglimento dello sguardo rivolto a Maria. Non si avvertivano distrazioni in alcuno dei presenti. Non il pensiero degli affanni, non l'assillo di ciò che si era lasciato a casa. Non “Ave Maria piena di grazia.. (Mari', hai chiuso i polli? Sì).. Non "Santa Maria madre di Dio. (Ho lasciato la cena pronta, ... avranno mangiato?)".
Non si avvertiva stanchezza (abbiamo iniziato alle 21.30), nessuno si sventolava distrutto con i foglietti delle preghiere o dei canti.
Non era un "rosario". Era bensì un dialogo con Maria. Si parlava con lei e si ascoltava la voce che ella rivolgeva sorridente ai cuori di tutti i presenti. Un dialogo d'amore che vedeva coinvolti anche quanti non avevano potuto esser presenti. Le persone impossibilitate per causa della salute o delle proprie condizioni personali, i parenti, le persone care, i figli, i nipoti, i genitori, i nonni erano tutti presenti in quella comunione di amore.
Guardando il cielo ci si perdeva nell'infinito, in uno spazio che per quanto grande si sentiva come poca cosa rispetto alla capacità di amare che ci rende figli di Dio e prìncipi del creato. 
Poco dopo le 22,30, salutata la madonnina con l'ultimo canto e ricevuta la benedizione del parroco, quasi tutti i presenti si sono spostati nel pergolato alle spalle della sacrestia e si sono intrattenuti in piacevole comunione scambiando saluti, auguri, sensazioni, e partecipando gli uni gli altri l'emozione che ciascuno sentivo nel proprio cuore gonfio di santa gioia.
Abituati come siamo a vederci scappar via al termine d'una messa, nessuno si stupiva nel vedere tante persone trattenersi fraternamente fin quasi mezzanotte. Questa è stata la cosa più bella: nessuno si è stupito della piacevolezza del passare bene il tempo insieme a tutti quanti gli altri.
Marginale, non essenziale, non richiesto da alcuno ... vogliamo infine raccontare a chi non ha potuto essere presente come sia stato possibile rinfrescarsi (prima di andar via) con una trentina di chili di anguria.
Non indispensabile, ... ma molto bello anche questo!

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